ABBIATEGRASSO - MI

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328/8451519 - 328/0637390
Indirizzo e numero civico
Piazza Castello, 8
Città
Abbiategrasso - MI
Nazione
ITA

Le origini della città risalgono all’epoca celtica (VI secolo a.C.), ma un vero e proprio sviluppo del centro si attesta in epoca romana, tra il I e il V secolo d.C., lungo l'antica strada Mercatorum che attraversava da sud-est a nord-ovest la Pianura Padana la terza.
Il nome deriva dall’unione del termine celtico Habiate (che significa "abbondanza di acqua") e del termine Grasso, aggiunto in epoca medievale ad indicare la Valle Grassa, ossia la fertile campagna circostante.
Dopo la caduta dell'impero Romano, Abbiategrasso entrò a far parte dei territori dei Longobardi e, nell'alto medioevo, divenne un bene di proprietà dell'Arcivescovo di Milano.
Il primo nucleo cittadino fu costruito intorno all'attuale Chiesa di San Pietro; successivamente si sviluppò il quartiere San Martino (dove si trova la Chiesa di Santa Maria Vecchia) e solo nell'epoca dei Comuni furono concepiti il borgo e le mura attuali.
Abbiategrasso divenne così possesso e luogo di svago prima dei Visconti e poi degli Sforza.
Durante il Risorgimento fu punto d'incontro per i patrioti che si battevano per l'Unità d'Italia.

Il Castello Visconteo
Completamente restaurato e sede della biblioteca civica, il castello nacque come un fortilizio alla fine del XIII secolo a sostituzione di una precedente rocca dell’XI secolo che sorgeva nelle vicinanze e fu poi trasformato dai Visconti in residenza di villeggiatura.

Ex Convento dell’Annunciata
Il complesso architettonico fu fatto costruire dal duca Galeazzo Maria Sforza e fu affidato all’Ordine dei Frati Minori dell’Osservanza di S. Francesco. La chiesa, dall’esterno molto semplice, conserva all’interno un magnifico ciclo di affreschi con le storie di Maria realizzate nel 1519 da Nicola Mangone da Caravaggio, detto il Moietta, artista leonardesco, attivo in Lombardia nel primo Cinquecento. Il chiostro è stato interamente recuperato nell’aspetto originale e presenta decorazioni di epoche diverse.

Santa Maria Vecchia
La struttura originale risale al XII secolo quando fu costruito in prossimità del Castello Melegazario (X secolo), oggi non più esistente.
La Chiesa venne ricostruita nelle forme attuali nel XV secolo ma dal 1784 fu trasformata in una filatura, poi caserma e infine scuola elementare.

Santa Maria Nuova e Oratorio dell’Addolorata
La Basilica Romana Minore di Santa Maria Nascente - questo è il nome completo della chiesa – è stata costruita nel 1365. Fra i numerosi rimaneggiamenti successivisi annovera lo splendido quadriportico che la fronteggia, realizzato nella seconda metà del XV secolo ed erroneamente attribuito a Bramante. All'interno del quadriportico è presente l'oratorio cinquecentesco dell’Addolorata, la cui festa è la più importante del borgo (addirittura più importante della festa patronale di Santa Rosa da Lima).

Ex Convento di Santa Maria della Rosa
Il quartiere di Santa Maria si sviluppa nella zona tra via Santa Maria, via Angelo Teotti, piazza V Giornate e corso San Martino. Si trova nei pressi del Castello, e corrisponde all'originario borgo alto-medievale di Abbiategrasso. Nel quartiere di Santa Maria si trovano la Chiesa di Santa Maria Vecchia, il Convento di Santa Maria della Rosa e Casa Orsini di Roma.

Casa Orsini di Roma (Ex Chiesa di Sant’Ambrogio)
Nel 1661 Gregorio Roma, appartenente all’antica famiglia milanese Roma Orsini, acquistò un palazzo quattrocentesco su due piani che venne poi ristrutturato ed ampliato nel Settecento, per essere trasformato nell’attuale palazzo barocco. Davanti all’ingresso principale si trova la scenografica esedra, con gli orsi reggi-stemma, che aveva una funzione di ingresso monumentale ma anche pratica, poiché garantiva lo spazio necessario per far girare le carrozze che entravano nel cortile.

San Bernardino da Siena
La chiesa di San Bernardino fu costruita dopo la diffusione del culto del Santo, che fu di passaggio nel Borgo nel 1431. Durante la Battaglia di Magenta del 1859 venne utilizzata dall'esercito francese come ospedale. Ciò, unito al fatto che tutte le statue all'interno sono di santi protettori della salute, ha fatto sì che la Chiesa venisse chiamata dagli abbiatensi "il Poliambulatorio".

San Pietro
San Pietro Apostolo fu la prima parrocchia del neonato borgo abbiatense e rappresentò la volontà dei longobardi di sancire l’unione con la Chiesa di Roma. San Pietro fu considerato il primo patrono del borgo e l’apostolo in trono caratterizzò lo stemma della città fino a metà del XVI secolo.

Piazza Marconi
In antichità era la piazza del mercato settimanale e, assieme alle vie limitrofe, veniva definita “platea”. Verso Corso Italia si trova la parte porticata più antica, trecentesca, mentre le altre porzioni porticate sono del ‘500. Sull’attuale lato del Comune si trovano invece gli interventi Seicenteschi, ovvero, il Palazzo Comunale, che era sede del Podestà e della notaria comunale, mentre sulla torretta spicca la campana più antica della città, fusa nel 1716 e dedicata alla patrona Santa Rosa da Lima.

Il Balconcino medievale
Si tratta dell’ultimo balconcino quattrocentesco rimasto in tutta la provincia di Milano, collocato tra piazza Marconi e la Basilica Santa Maria Nuova. Le decorazioni superiori sono ancora quelle originali, mentre quelle inferiori sono probabilmente ottocentesche.

Palazzo Annoni
Di origine seicentesca, presenta una struttura quadrangolare di cui il lato est è costituito dal solo muro di cinta, il lato ovest dai rustici e il lato nord da un piccolo giardino.

Casa Omati Cattaneo
Apparteneva ai nobili abbiatensi Omati fino al 1750 ed il loro stemma si trova sulla cappa del camino. Oggi rimane la stanza del camino con gli affreschi, inglobata nel salone aperto al pubblico del Monte dei Paschi di Siena (già Banca Popolare di Abbiategrasso).

Casa Pianca Albini
L’edificio risale al XV secolo. Nel 1670 era attiva una conceria che provocava le continue proteste dei vicini, gli Orsini di Roma, a causa del cattivo odore che deriva da questa lavorazione.

Villa Sanchioli
L’edificio risale presumibilmente alla seconda metà del ‘700 e presenta una pianta a C asimmetrica e una torretta nella parte sud. Dal 1987 la villa è di proprietà comunale che l’ha restaurata e la usa come sede dell’Ufficio Tecnico.

Palazzo Arconati
Il “Palazi” fu costruito dai nobili Capitanei di Arconate nel Cinquecento. La prima notizia risale al 1559. La struttura è molto vasta e comprende il palazzo nobiliare, tre cortili, un ampio giardino e un oratorio, a cui potevano accedere anche i fedeli esterni. Al piano terra si trova una sala con decorazioni paesaggistiche e soffitto a volta affrescato con soggetti mitologici, tutti di fine Settecento.

Palazzo Pionnio
Il loro palazzo, edificato tra sei e settecento, era indicato nel Catasto di Maria Teresa d'Austria come "Palazzo della Principessa", ma era chiamato popolarmente Palazziett. La sua particolarità è un affresco che si trova proprio sotto un balconcino in facciata.

Palazzo Stampa
Palazzo Stampa è nato dall'ampliamento quattrocentesco di una torre di avvistamento trecentesca edificata, in posizione strategica proprio nel punto nodale in cui il Naviglio Grande piega verso Milano. Il palazzo deve il proprio nome a Gaspare Stampa, patriota che ospitò ad Abbiategrasso Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi negli incontri segreti per l’unità d’Italia.

Casa del Guardiano delle Acque
Seppur in stato di abbandono, la Casa ospitava il Commissariato, il Questore delle Acque e le altre autorità preposte all’ispezione del canale. Sorge in località Castelletto.

Palazzo Sacchei
Il palazzo iniziale aveva una forma a “C” ed era aperto su un grande giardino. Il palazzo odierno è invece di forma quadrata con due cortili, senza il giardino e con una facciata a tre piani, il cui piano terra ospita dei negozi, uno di questi è inserito nel vecchio oratorio di San Rocchino.

Chiesa di San Rocco
Al termine dell’epidemia di peste del 1630 la popolazione decise di costruire, con donazioni e prestiti senza interessi da parte dei fedeli, una chiesa dedicata ai Santi Rocco e Anna. I lavori di costruzione incominciarono nel 1632 e terminarono nel 1636. Un altro piccolo oratorio, quello di San Rocchino, era già stato precedentemente eretto a ricordo della peste del 1507.

Palazzo Citterio Sala Cocini
Il palazzo e l’immenso giardino, passarono dalla famiglia Citterio alla famiglia Sala e, di seguito, alla famiglia Cocini. Il palazzo è da considerare l’unico esempio di complesso omogeneo nel quale si è riusciti a raggiungere un risultato finale dal notevole effetto scenografico. Dietro di esso si estendeva il giardino privato, il più grande mai realizzato in Abbiategrasso e diviso in varie parti di cui una di rappresentanza verso il palazzo dalle forme tipiche del giardino all’italiana, una a vite e una utilizzata a limonaia.

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